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Come risparmiare sulla bolletta di casa utilizzando l’illuminazione a LED

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Risparmiare sulla bolletta elettrica

L’Italia è uno dei paesi dove il costo dell’energia raggiunge livelli molto alti a causa dell’insufficienza della produzione, che ne impone l’importazione e di conseguenza la dipendenza dai relativi mercati.
Cambiare gestore nella speranza di risparmiare è un tentativo che si rivela puntualmente vano, dal momento che l’energia elettrica è soggetta a costi più o meno standardizzati e che tasse e accise che gravano sulla bolletta elettrica (ricordiamo che anche il canone tv va pagato insieme all’elettricità) sono di competenza statale e come tali uguali per tutti.
L’unico sistema utile per rendere più snella la bolletta elettrica è economizzare sul consumo, ma anche questo è possibile fino ad un certo punto.

Scegliere una tariffa bioraria e cercare di mettere in funzione gli elettrodomestici più energivori tra le 19 e le 8 del mattino è una scelta intelligente quanto ecologica. L’elettricità infatti non è stipabile come il petrolio, la quantità prodotta va consumata, pena la dispersione. Dunque utilizzare energia che andrebbe sprecata nelle ore notturne, quando la richiesta è minima, risulta utile al portafogli quanto all’economia dell’ambiente.

Rimane la necessità di illuminare la casa durante le ore serali e notturne, verso la quale possiamo difenderci esclusivamente optando per un’illuminazione più economica.
Dall’invenzione della lampadina a incandescenza sono state presentate numerose varianti più o meno economiche come il neon, le luci alogene e quelle a risparmio energetico, ma mai come oggi un risparmio vero e consistente è stato possibile grazie all’illuminazione a LED.

L’illuminazione a LED

Light Emitting Diode è l’acronimo che corrisponde alla sigla LED, ormai di dominio pubblico e alla quale associamo una vaga idea di risparmio.
La tecnologia si basa sull’emissione di fotoni derivanti dall’eccitazione indotta elettricamente su alcuni diodi, dai quali scaturisce l’illuminazione.
In origine utilizzati solo per luci segnaletiche o di cortesia a causa dell’effetto freddo e surreale della luce emanata, i moderni LED sono in grado di emettere luce calda, cioè molto simile alla luce attenuata delle lampadine ad incandescenza e per questo motivo ormai maturi per essere utilizzati anche per l’illuminazione domestica.

I vantaggi derivanti da un’illuminazione tramite LED riguardano sia il consumo che a parità di prestazioni costa circa l’80% in meno rispetto al tradizionale, che per la durata dei dispositivi che a differenza delle lampadine a incandescenza, neon o luci a fluorescenza, non si fulminano ma vanno incontro ad un graduale e progressivo degradamento.
Un LED può funzionare fino a 50.000 ore senza mai spegnersi, ma le prestazioni subiscono un calo continuo, fino al totale esaurimento del semiconduttore.

Le luci a LED di ultima generazione producono una qualità di luce per ogni occasione, dalla luce calda per scaldare l’atmosfera casalinga all’intensità di un faretto adibito all’illuminazione di un oggetto da ammirare nei minimi dettagli e la cui colorazione risulti reale e veritiera in ogni circostanza.
La luce dei LED è priva dello sfarfallio tipico dei cali di tensione e produce un’elevata resa dei colori, attualmente la gamma delle tonalità prevede una vasta scelta tra intensità, qualità della luce, potenza e design, che si possono scoprire tutte sul sito di Luceled.

L’impianto

Le lampade a LED possono rimpiazzare le vecchie semplicemente sostituendole tramite svitaggio e avvitaggio sugli standardizzati portalampade ad attacco grande (E27) oppure stretto (E14), queste sono alimentate da una tensione di 230 V come le tradizionali e non richiedono aggiornamenti sull’impianto.

  • Per i faretti è importante conoscere il voltaggio, laddove quelli da:
    230 V vanno tranquillamente a sostituire le vecchie lampade alogene tramite l’attacco GU10;
  • 12 V invece sono i faretti ad incasso, necessitano di un alimentatore dal voltaggio idoneo e l’attacco è un GU5.3.

Una possibile alternativa alle lampade consiste nei pannelli, dei supporti in plastica con all’interno un numero variabile di LED, il cui insieme determina la capacità di illuminazione.
I pannelli hanno le stesse dimensioni di una piastrella e vengono fissati alle pareti tramite viti o un adesivo specifico, il collegamento alla rete avviene tramite un terminale bipolare.
I LED non emettono calore e possono essere impiantati anche nelle vicinanze di pareti o oggetti sensibili.
I pannelli OLED di ultima generazione consentono di stabilire un angolo di diffusione e consentono un’illuminazione più potente rispetto ai LED.
Questi inoltre possono essere contenuti all’interno di strisce adesive, atte a stabilire un percorso illuminato o la delimitazione di un perimetro.

  • Le strisce variano da 1 a 5 metri e oltre, contengono centinaia di LED, la potenza va anche oltre i 150 W, il voltaggio da 12 a 24 e le tonalità disponibili sono:
    bianco caldo,
  • bianco freddo,
  • bianco naturale,
  • RGB,
  • luce calda,
  • verde,
  • blu,
  • rosso.

L’alimentazione necessita di un trasformatore e l’intensità della luce è modulabile anche tramite telecomando cordless.
Non sempre è possibile applicare da soli l’illuminazione a LED, spesso è necessario l’intervento di un elettricista, in compenso l’impianto non richiede manutenzione e il funzionamento è garantito per molto tempo, in genere dai 15 ai 25 anni.
Inoltre i costi di adeguamento dall’impianto tradizionale ad uno a basso consumo energetico sono previsti nell’ecobonus e detraibili dal reddito, dunque esentasse.

Per finire, l’ecosostenibilità delle luci a LED continua anche dopo lo smaltimento, in quanto i componenti non contengono sostanze inquinanti o pericolose per l’ambiente, anche se vanno comunque smaltiti tramite la normale differenziazione relativa al materiale elettrico.

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