Tariffa luce non residenti, perché è più cara dei residenti?

Ci sono molte compagnie e molte offerte per quanto riguarda la fornitura dell’energia elettrica, ma tutte hanno una costante comune, cioè la differenza di prezzo per quanto riguarda le persone residenti e quelli invece che non risultano vivere nelle abitazioni. Ci sono differenti fattori che causano questa differenza di prezzo; di seguito vedremo tutti i motivi e le varie fasce di somministrazione, ma anche sul sito www.taglialabolletta.it troverete un’accurata valutazione di tutti gli aspetti.

Le tassazioni, quanto coincidono nella differenza di prezzo delle bollette

Secondo il calcolo che attua lo Stato, chi non risiede in una casa ha comunque un consumo minore di chi invece vi risiede. Inoltre, sempre secondo calcoli statistici, chi richiede un contratto da non residente nella maggior parte dei casi lo fa per una seconda casa, come ad esempio per una casa vacanze o comunque un bene che non è primario come la prima casa.
Per tutte queste motivazioni è sicuro che i non residenti hanno un peso di tassazioni nettamente maggiore rispetto a chi invece porta la residenza nell’abitazione dove richiede la fornitura.

Nonostante le offerte che le aziende possono attivare è comunque sempre un peso maggiore quello della tassazione; addirittura ci possono essere dei casi, quando non si frequenta per quasi tutto l’anno l’abitazione come quelle di vacanza, dove le tasse su un calcolo annuale superano il costo dei consumi stessi.
Purtroppo non è possibile ottenere lo sgravio di queste tasse, e l’unica soluzione è quella di essere residente presso l’abitazione.

Le diverse tariffe, quali sono e a chi sono dedicate

Per semplificare nel mercato libero la scelta a chi deve richiedere una fornitura sono nate tre fasce di costo per quanto riguarda l’energia elettrica, poi naturalmente ogni compagnia ha facoltà di fare offerte e proporre sconti.
Ecco un semplice elenco delle tariffe e delle caratteristiche principali:

  • D1: questa tariffa è nata da poco, è rivolta solamente a persone che hanno installato dei sistemi di riscaldamento a pompe di calore; si tratta infatti di un’agevolazione per incentivare ad utilizzare dei sistemi alternativi alle vecchie ed obsolete caldaie a gas per il riscaldamento. La maggior parte delle fonti energetiche utilizzate da quasi tutte le compagnie di fornitura elettrica sono provenienti da fonti rinnovabili e quindi l’obiettivo è proprio quello di poter sensibilizzare un maggior numero di persone, anche provando ad incentivare con degli sconti. Naturalmente non ci sono dei prezzi fissi, ogni compagnia può abbassare il costo di ogni singolo chilowatt a differenza delle tasse e delle spese di gestione che restano comunque un costo fisso per tutte le compagnie.
  • D2: questa è la tariffa che viene dedicata per i residenti, quelli dunque che, secondo le stime, sono coloro che utilizzano maggiormente la fornitura. Per far parte di questa tariffazione è necessario avere dei requisiti base: poter dimostrare di essere residenti presso l’abitazione e avere un contratto con un consumo di 3 kw come potenza massima.
    Questa tariffa subisce a sua volta un ulteriore frazionamento, che è nato soprattutto per incentivare i consumatori ad un consumo più consapevole. Vi sono altre tre fasce che sono: D2a, D2b e D2c e, a seconda della quantità annuale dei consumi, vengono applicati sconti, non solo per quanto riguarda la fornitura ma anche la tassazione.
    Gli sconti sono notevoli, arrivano addirittura ad annullare le tasse per chi non supera il consumo annuo di 1800kwh. Purtroppo non è possibile usufruirne se non si è residenti, proprio perché altrimenti sarebbe troppo facile non superare la soglia minima e di conseguenza verrebbero largamente avvantaggiati i non residenti a discapito invece di chi si troverebbe anche a dover pagare delle tasse maggiori per il loro consumo.
  • D3: una tariffa che si applica sia ai residenti che ai non residenti, ma che ha differenti scaglioni di tassazione che vanno a dare agevolazioni a chi ha un contratto nella sua residenza abituale. In questa tariffa esistono differenti scaglioni, viene presentata solamente ai residenti che hanno richiesto una potenza superiore a 3 kwh. Di conseguenza si deduce sin da subito che vengono comunque applicate tassazioni maggiori ai non residenti.

In media, durante tutto l’arco dell’anno, la spesa dell’energia elettrica per i non residenti risulta superiore di circa 250 € rispetto a chi invece nell’abitazione vi risiede.
Naturalmente, con la pazienza di contattare il maggior numero di compagnie e di farsi fare più preventivi, si riesce a trovare un’offerta per ridurre la differenza di prezzo.

Il canone Rai, una tassa uguale per tutti

Se non vi sembra giusto che ci sia una tassazione differente, esiste una voce in bolletta che fa arrabbiare in egual modo residenti e non, il canone Rai.
Da due anni viene inserito nella bolletta della fornitura elettrica, viene diviso in dieci mensilità ed è pari a 20 € a bimestre per cinque bollette.
Viene applicato con la teoria che ovunque vi sia un’abitazione dove esiste un contratto di fornitura dell’energia elettrica esiste la possibilità di avere un televisore.
Alcune compagnie, per ottenere un maggior numero di clienti, ha studiato delle agevolazioni e degli sconti anche su questa tassa, ma tutto questo non è dovuto e rimane a completa discrezione dell’azienda che fornisce l’energia elettrica.

Come scegliere la tariffa migliore per non residenti

Per i non residenti, ma anche per chi deve attivare un contratto da residente, trovare la compagnia migliore è solamente questione di attenzione e di qualche ricerca, perché non è mai conveniente buttarsi a capofitto in un contratto senza aver prima provato a vedere cosa il mercato propone.
Si possono provare i comparatori online, basta infatti inserire dei dati per poter ottenere in breve tempo i preventivi da confrontare. Si deve anche considerare la durata dell’offerta e tutte le voci, come ad esempio:

  • le spese da contemplare oltre il costo a kwh;
  • le voci dei costi fissi e la fascia dove si viene collocati;
  • i possibili sovrapprezzi in caso di superamento delle soglie preventivate.

In questo modo si può ottenere un contratto che si può considerare tra i migliori sul mercato.

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