Il 22 giugno si elegge il nuovo presidente della FIGC. Una data che per molti appassionati di calcio significa poco, ma che
in realtà decide moltissimo sul futuro del calcio italiano. Chi siederà su quella poltrona avrà in mano le sorti degli arbitri, delle nazionali, dei regolamenti, dei rapporti con la UEFA e la FIFA. Insomma, roba seria.
Ma come funziona questo meccanismo elettorale? Perché non è una cosa semplice come alzare la mano.
Un sistema di voti ponderati
Praticamente il sistema elettorale della FIGC si basa su un meccanismo di
voti ponderati, dove non tutti i voti valgono uguale. Le diverse componenti del calcio italiano, dalla Serie A ai dilettanti, dai calciatori agli allenatori, contribuiscono con pesi diversi al risultato finale.
La Serie A ha un peso specifico enorme, ovviamente.
I grandi club contano di più, almeno in termini numerici. Ma le componenti minori, aggregate insieme, possono fare la differenza in un’assemblea equilibrata. È un po’ come certi sistemi elettorali politici dove i piccoli partiti diventano decisivi in situazioni di parità.
Questo significa che il candidato vincente non è necessariamente quello che convince i presidenti di Milan, Inter e Juventus, ma quello che
riesce a costruire una coalizione più ampia, che tenga insieme interessi diversi e spesso contrapposti.
Chi vota e come
L’assemblea elettiva include rappresentanti di tutte le componenti federate. Serie A, Serie B, Serie C,
il mondo dilettantistico che è enormemente più grande di quanto si pensi, i calciatori attraverso l’AIC, gli allenatori attraverso l’AIAC, i tecnici, i medici sportivi. Un universo composito che raramente parla con una voce sola.
Ogni componente elegge i propri delegati, che poi partecipano all’assemblea con un pacchetto di voti predeterminato.
Il candidato che raggiunge la maggioranza qualificata al primo turno vince. Se nessuno ce la fa, si va ai turni successivi con soglie progressivamente più basse.
Beh, in teoria sembra semplice. In pratica è una trattativa continua,
un puzzle di alleanze che si costruisce nelle settimane precedenti il voto e può cambiare anche nelle ore finali.
La campagna elettorale silenziosa
Ecco il punto che trovo più interessante di tutta la vicenda. Le campagne elettorali per la presidenza FIGC non assomigliano a quelle politiche.
Non ci sono comizi, non ci sono manifesti, non ci sono interviste fiume sui programmi. Si lavora in silenzio, con incontri riservati, telefonate, cene discretissime.
I candidati costruiscono il loro consenso
un delegato alla volta, convincendo le singole componenti con argomenti che raramente diventano pubblici. È un mondo a sé, con le sue regole non scritte e i suoi codici di comportamento.
Secondo me questa opacità è uno dei problemi strutturali del calcio federale italiano.
Decisioni così importanti dovrebbero essere accompagnate da un dibattito più aperto, da programmi confrontabili, da una visione dichiarata e verificabile. Invece si procede nell’ombra e poi ci si stupisce se il sistema non funziona.
Chi segue il calciomercato sa quanto siano importanti le mosse giuste nei momenti decisivi:
gli ultimi movimenti della Roma tra Kessié e Shomurodov verso la Cremonese dimostrano che anche fuori dalle istituzioni federali il calcio non si ferma mai.
Cosa succede se non si raggiunge la maggioranza
C’è anche questo scenario da considerare. Se dopo i turni previsti nessun candidato riesce a ottenere i voti necessari,
si può arrivare a situazioni di stallo che richiedono soluzioni straordinarie, come il commissariamento o nuove elezioni. Non è uno scenario impossibile, soprattutto in un momento di frammentazione come quello attuale.
Il calcio italiano ha attraversato periodi burrascosi a livello federale, e
ogni volta che la governance entra in crisi i riflessi sul campo si fanno sentire, dalla nazionale ai tornei giovanili.
Il 22 giugno, quindi, non è solo una data sul calendario burocratico. È un momento che
può cambiare davvero la direzione del calcio italiano per i prossimi anni. Vale la pena tenerlo d’occhio, anche per chi di solito guarda solo i risultati della domenica.
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