Facebook Libra, per molti ma… non per tutti

Come ci ricorda lecriptovalute.org, Facebook vorrebbe utilizzare la propria criptovaluta Libra per poter rendere accessibili servizi di pagamento anche e soprattutto alle popolazioni meno bancarizzate ma… contrariamente a tale ispirazione, per il momento pare che Zuckerberg (o, meglio, il suo braccio operativo) non abbia alcuna intenzione di lanciare il proprio progetto in un mercato che dovrebbe invece costituire un approdo fondamentale, come l’India.

Stando a quanto è emerso nelle ultime ore, infatti, per il momento Facebook non avrebbe in programma di offrire i suoi servizi di wallet digitale Calibra nel mercato più grande che avrebbe a disposizione, l’India. Ad affermarlo è lo stesso gigante dei social network, in un ipotetico botta e risposta con un alto funzionario governativo indiano, che aveva espresso scetticismo sulla sua annunciata criptovaluta.

In una nota via email, il portavoce di Facebook ha così ufficializzato che “non ci sono piani per offrire Calibra in India”, escludendo così di fatto l’introduzione della sua Libra nel Paese. La spiegazione lascia pochi margini di dubbio: “Come forse sapete, ci sono restrizioni locali in India che hanno reso impossibile il lancio di Calibra in questo momento” – ha proseguito il portavoce.

Ricordiamo infatti che la Banca centrale indiana, la Reserve Bank of India, ha vietato alle banche di negoziare e offrire servizi in criptovalute. Tuttavia, questo non è servito ad arginare il fenomeno, considerato che le “reti informali” abbondano. Nel tentativo di arginarle, il governo sta proponendo di varare una legge con sanzioni molto severe, tra cui pene detentive fino a 10 anni. Subhash Garg, il segretario agli Affari economici del paese, ha detto in un’intervista a Bloomberg che l’India non sarebbe a proprio “agio” con una criptovaluta privata, come quella che Facebook vorrebbe lanciare.

“Calibra rispetterà la legislazione”, ha detto per telefono Alexandru Voica, un rappresentante di Facebook a Londra, “ma stiamo cercando di lavorare con le autorità di regolamentazione per vedere se la legislazione può essere aggiornata”.

Ricordiamo che per Facebook fare a meno del mercato indiano sarebbe comunque un problema. Il subcontinente è infatti il mercato più grande per la società di Zuckerberg, e proprio qui il colosso social sta preparandosi all’introduzione a livello nazionale del suo servizio di pagamenti via WhatsApp, che è stato testato in tale macro area, in un cluster limitato a un milione di utenti.

Ricordiamo altresì che la criptovaluta su blockchain, sviluppata da Facebook, sarà controllata da un consorzio di società, e che – afferma Voica – è ancora in una fase preliminare (il lancio è d’altronde previsto solo nel 2020). Il portavoce sottolinea che Facebook ha avuto lunghe discussioni con vari governi sia sulla criptovaluta Libra sia sul portafoglio digitale Calibra. Non è stato tuttavia precisato se queste discussioni abbiano interessato o meno il governo indiano o altri partner dello stesso Paese. “Il progetto blockchain ha molteplici usi negli smart contract, nella gestione della supply chain e così via – e non è solo per le criptovalute” – ha quindi concluso il portavoce della compagnia statunitense.

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