Il videogioco più recente e una serie di Netflix che affondano le radici nella mitologia nordica

Ragnarok è una parola che sicuramente incontrerete nei libri di storia antica dedicati all’area nordica europea, è una parola che indica la fine degli dei, un momento di battaglia finale di scontro tra poteri e potenze. Quindi, visto che dal centro Europa fino all’estremo nord (area norreni/vichinghi) affascina molti scrittori di fantasy, registi e creatori di videogiochi, Ragnarok è una parola che troverete in questi tre settori creativi e non solo. Guardate ad esempio, la parte slot machine di fezbet.net e vi renderete conto che anche il mondo dei casinò online affonda le sue radici nella mitologia nordica.

Ragnarok videogioco

God of War Ragnarok, già questo titolo fa capire che si è nel mezzo di una battaglia. Nella mitologia nordica così come in altre culture e religioni si crede in una fine del mondo, in un momento, per essere più precisi, di scontri tra dei o forze soprannaturali che governano o hanno creato il mondo. Come può il mondo dei videogiochi non affascinarsi e ispirarsi a quanto scritto?

Ci hanno pensato Studio Santa Monica come sviluppatore e Sony intercative come editore, poi Eric William, cory Balgon, Matt sofo e Bear McCreary come registi, produttori, scrittori e compositori. God Of War Ragnarok è una serie di giochi di azione e avventura pubblicati quest’anno, gioco singolo arrivato alla nona puntata.

Tutto ambientato nell’antica Scandinavia, quindi non nordeuropei qualunque ma una popolazione specifica definita norrena e che nonostante la cristianizzazione ha continuato a far vivere i suoi miti e a proteggerli come propria caratterstica storica e culturale nei secoli.

God of War fu pubblicato in realtà nel 2018, quindi questo gioco PS5 è andato molto avanti fino ad arrivare ad una nuova pubblicazione. Le ultime notizie riguardano delle riesizioni con bonus e per Ps4 e Ps5. Esports Gazzetta racconta di redizioni speciali esaurite e poi rivendute a 1500 euro.

Ragnarok serie tv

Ed ora passiamo a Netflix che presto potrebbe essere acquisita da Microsoft che, secondo recente accordo, si occupera della pubblicità della piattaforma di film e serie tv. Ragnarok è una serie televisiva danese-norvegese di Adam Price distribuita dal 31 gennaio 2020. Genere fantastico/drammatico (la mitologia norrenica è estremamente serie essendo fatalista), due stagioni, 12 episodi, ogni film dura tra i 40 e i 55 minuti. Lungua originale norvegese. Tra i doppiatori italiani: Stefano Broccoletti, Jacopo Castagna, Alessandro Campaiola, Veronica Puccio. Casa di produzione Sam Productions. Ragnarok parla dell’incontro nell’antica Norvegia tra nonneni e cristiani, quindi il difficile passaggio alla nuova religione che ha caratterizzato tutta l’Europa che poi dovrà affrontare la divisione tra cattolici e vari protestantesimi. Chiaramente le divinità ci sono, quindi l’uomo vive al di sotto di una dimensione di divinità sopraumane buone e cattive che tra di loro lottano e talvolta incontrano o scelgono anche noi umani. Per divinità e essere umani un unico destino una fine del mondo che si raggiunge in una continua battaglia.

Ragnarok nella mitologia e nella religione del passato

Ragnarok è fine del mondo ma non solo perché letteralmente nella lingua norrena significa Destino degli dei. Quindi, destino non significa per forza fine, distruzione. Essendo la religione o le mitologie fattore umano, l’uomo è sempre portato a scontrarsi con la morte e con il desiderio di volerla superare oppure pensare che non ci sia. Così, gli dei vivono battaglie, eventi catastrofici ed escatologici e una battaglia finale con degli eventi e dei fatti cilcici che si ripetono. Parlando di cosmi, astri si pensa sempre a qualcosa che può rinascere ma non per forza l’uomo. Ragnarok è tutto ciò ed è più complesso di quanto abbiamo scritto.

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