La belladonna: una pianta letale dal fascino secolare

La belladonna è una pianta medicinale di tradizione secolare. In fitoterapia essa è impiegata per usi medicinali come spasmolitico e anestetico. Nonostante la sua pericolosità è considerata una pianta davvero affascinante perché ha un aspetto tetro e allo stesso tempo ammaliante. La pianta della belladonna, in inglese, si chiama letteralmente “Ombra notturna mortale” e ha ispirato ampiamente la letteratura e la cinematografia più oscura e grottesca. Questo lo si deve al fatto che, oltre al nome decisamente spettrale, essa vive e cresce rigogliosa in zone umide, ombrose e paludose e non ama particolarmente i raggi solari. Inoltre, come anticipato è una pianta letale perché contiene degli alcaloidi dolciastri che possono condurre alla morte. Per questo andrebbe assolutamente evitata nei giardini e nelle case in cui vivono bambini oltre al fatto che attira i coleotteri delle pulci che sono ghiotti delle sue bacche.

La pianta della belladonna tra fitoterapia e pericolosità

In medicina tradizionale, ci spiega il Maestro Giardiniere Codiferro, la pianta belladonna è utilizzata per preparazioni omeopatiche in grado di curare ulcera, gastrite e bruciori di stomaco che conducono a colon irritabile e crampi addominali. Essa è particolarmente apprezzata anche per curare congiuntiviti, asma, mal di gola, bronchite e brachicardia. Per avere questi effetti, tuttavia, bisogna mescolare i suoi estratti con cura ed esperienza. La preparazione delle diluizioni avviene tramite il trattamento degli alcaloidi contenuti nelle foglie e nelle bacche secondo precise regole chimiche. Per questo sconsigliamo nella maniera più diretta di utilizzarla come rimedio naturale fai da te perché il rischio è letale. Difatti il suo nome scientifico, Atropa Belladonna, deriva dalla tradizione greca dove Atropa pera l’anziana che tagliava il filo della vita delle persone quando era giunto il momento di morire.

Gli impieghi della belladonna per il benessere omeopatico

Se lo desideri, tuttavia, nelle erboristerie si trovano tantissimi prodotti naturali per integrare la tua alimentazione e aiutare il tuo corpo a liberarsi dei fastidiosi acciacchi cronici sopra indicati. Di solito la si trova sotto forma di pastiglie o di polveri diluibili per chi ha carenze nutrizionali da colmare. I prodotti a base di belladonna sono anche piuttosto costosi proprio perché questa pianta può essere trattata solo da chi possiede le giuste competenze per l’estrazione dei suoi principi benefici. Se volessi piantarla nel tuo giardino o in casa, dovrai seguire alcuni accorgimenti per far sì che la crescita e la fioritura saranno rigogliose. La sua particolarità è che, una volta germogliata, questa pianta erbacea è di tipo perenne e può raggiungere un metro di altezza senza particolari cure o attenzione. L’odore della pianta non è tra i più gradevoli e il fusto e le foglie sono caratterizzate da una peluria maleodorante. Proprio per queste ragioni essa cresce in altitudine ed è spesso considerata solo un’erbaccia.

Un’altra curiosità piuttosto insolita

A New Orleans sorge un famoso museo dedicato alla Farmacia. In esso sono conservate tantissime stranezze del passato tra cui una confezione di tamponi a base di oppio e di belladonna. A cosa servivano?  Questi tamponi erano in voga due secoli fa quando i dolori mestruali erano trattati con una certa inesperienza. Sta di fatto che essi servivano per calmare i dolorosi spasmi al basso-ventre perché erano imbevuti di oppio, belladonna, papaveri e altre sostanze naturali. Essi pare che avevano un effetto sedativo e antidolorifico davvero potente, motivo per cui restano una delle principali attrazioni da parte dei visitatori del museo.

 

 

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