Stampanti: boom di vendite durante il lockdown

Le stampanti sono dei dispositivi tecnologici davvero diffusissimi: sarebbe impensabile farne a meno in ufficio e nei vari contesti aziendali e professionali, lo stesso si può dire a livello domestico, dal momento che la necessità di dover stampare qualcosa si può presentare in qualsiasi momento.

Sulla base di quanto detto, non stupisce il fatto che le vendite di queste periferiche siano sempre piuttosto elevate, online proprio come nei punti vendita fisici, tuttavia diversi operatori del settore hanno evidenziato il fatto che nel lockdown totale della scorsa primavera le vendite di tali articoli abbiano raggiunto livelli davvero altissimi.

Un boom di vendite confermato da Google Trends

Sono diverse le fonti che confermano questo, e anche i dati statistici di Google sono sulla stessa linea: Google Trends, ovvero il tool di Google che consente di visualizzare le statistiche relative ai volumi di ricerca per i più disparati argomenti, hanno in effetti rilevato dei comportamenti insoliti da parte dei navigatori.

Come si può notare visionando questa pagina di Google Trends, la quale fornisce un quadro relativo agli ultimi 5 anni di ricerche online riguardanti le stampanti, si è avuto un vero e proprio picco anomalo nei mesi di marzo e aprile 2020, ovvero nel mentre in Italia si viveva il lockdown totale.

I dati emersi dall’analisi del tool di Google

Nell’analizzare il grafico è interessante sottolineare, anzitutto, che Google considera come riferimento il cosiddetto indice di interesse, un dato numerico che può spaziare da 0 a 100 e che è appunto indicativo dell’interesse manifestato dai navigatori nei confronti dell’argomento in questione.

Come pare evidente, la tematica “stampanti” si è sempre mantenuta al di sotto di un indice di interesse pari a 75, ma nel periodo in questione, ovvero quello della quarantena nazionale, tale soglia è stata pienamente superata.

Merita una menzione particolare la settimana compresa tra il 22 e il 28 marzo, quando si è raggiunto addirittura il punteggio di 100, ovvero il massimo raggiungibile.

Come interpretare correttamente tali dati

Ovviamente, i dati presentati da Google fanno riferimento solo e soltanto ai volumi di ricerca e non sono in grado di “leggere” oltre: nelle statistiche in questione, dunque, saranno senz’altro compresi navigatori che hanno digitato in Google “stampanti” e parole affini per poter acquistare un articolo tecnologico di questo tipo, ci sarà stato chi sarà “atterrato” su e-commerce come La Mia Stampante per comperare cartucce e toner, come anche chi ha effettuato ricerche per semplice scopo informativo.

Dinanzi a un dato così eclatante, tuttavia, risulta evidente il fatto che le vendite di questi articoli siano state ben superiori rispetto alla norma in quel determinato frangente, e al cosa d’altronde non deve stupire.

Come si può spiegare questo trend?

Anzitutto, bisogna considerare che nel periodo di lockdown tantissimi acquisti che altrimenti si sarebbero concretizzati in negozi fisici sono stati giocoforza trasferiti online, l’e-commerce d’altronde è letteralmente esploso durante la quarantena, e questo spiega le tantissime ricerche riscontrate da Google.

Non solo: la stampante è un dispositivo che ha avuto un’importanza speciale durante il lockdown primaverile, e il motivo è presto detto: ai cittadini, infatti, veniva chiesto di stampare le autocertificazioni per giustificare i propri spostamenti da casa, di conseguenza tantissime persone avranno fatto ricorso al web per procurarsi tali periferiche e utilizzarle in casa senza ulteriori grattacapi.

Admin

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