L’opinione dei medici oncologi sul tabacco riscaldato è positiva

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Uno stile di vita sano e corretto sta alla base di un organismo in salute, ma in tanti, troppi, preferiscono un’altra strada, continuando a perpetrare comportamenti sbagliati che, alla lunga, ne compromettono lo stato di salute. Uno di questi è il fumo, il vizio più comune, con oltre un miliardo di fumatori stimati al mondo. Le sigarette sono una delle maggiori cause di insorgenza di tumori, ma il 64% dei pazienti oncologici continua a fumare anche dopo la drammatica diagnosi.

Il fumo: i numeri in Italia

I numeri del fumo al mondo sono a dir poco preoccupanti visto che, secondo alcuni dati dell’OMS, entro il 2030 ben otto milioni di persone moriranno a causa di malattie derivate dal fumo. Oggi, le sigarette provocano circa 80 mila morti all’anno, tanto da aver spinto la stessa OMS a istituire una Giornata Mondiale Senza Tabacco, che si svolge il 31 maggio di ogni anno.

In Italia, i dati non sono incoraggianti perché, secondo quanto pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità, il vizio coinvolge circa dodici milioni di persone (il 22% della popolazione totale), ovvero il 27,7% degli uomini e il 19,2% delle donne.

Ciò che preoccupa, però, è l’avvicinamento dei giovani al fumo, sempre più in crescita: tra i 14 e i 17 anni, infatti, la percentuale supera l’11%. In media, un ragazzo fuma circa dieci sigarette al giorno, ma è ancora più allarmante il dato secondo cui questa cattiva abitudine coinvolga, spesso, anche i bambini tra i 9 e i 10 anni.

Infine, c’è una preoccupante ridotta percezione del pericolo, tanto che il 18,3% dei fumatori dichiara di non voler smettere, contro un 26,6% che, invece, “dovrebbe, ma non vuole” e un 28,5% che, addirittura, si dichiara “incapace di smettere”.

I danni delle sigarette

I danni causati dalle sigarette sono tanti e provocano, ogni anno, più decessi dell’alcool, delle droghe e degli incidenti stradali. Fumare 20 sigarette al giorno, per esempio, potrebbe ridurre l’aspettativa di vita di circa cinque anni, e provocare danni alla salute, a partire da bronchiti ed enfisemi polmonari, ma anche episodi asmatici e infezioni al sistema respiratorio.

Il fumo è anche la causa principale di infarti e malattie coronariche: circa il 30% delle morti legate a tali patologie sono causate direttamente dalle sigarette. Inoltre, fumando si può andare incontro a ictus, il cui rischio aumenta del doppio tra i fumatori, e a disturbi inerenti alla sessualità maschile, in particolare la disfunzione erettile. Infine, il cancro, il disturbo più comune quando si ha il vizio di fumare: ai polmoni, ma anche al fegato, alla laringe, alla vescia, al pancreas e all’esofago.

Le sigarette elettroniche sono la soluzione?

Smettere di fumare è molto difficile, spesso si riesce a interrompere per riprendere dopo qualche mese o anno, pertanto, forse, si dovrebbe cambiare il punto di vista per combattere le sigarette e i loro danni.

Secondo i dati emersi dalla Prima Conferenza Internazionale dedicata alla riduzione del danno nelle malattie non trasmissibili, la giusta azione da intraprendere contro il vizio del fumo è proporre delle alternative. La principale di queste sembrerebbe essere la sigaretta elettronica, come confermato durante la stessa conferenza e dalle multinazionali del tabacco, che stanno puntando sempre di più sul cosiddetto tabacco riscaldato.

Una di loro, la più grande al mondo, Philip Morris, ha perfino assicurato che in futuro potrebbe avvenire una vera rivoluzione che porterebbe alla totale scomparsa delle sigarette, a favore di quelle elettroniche. I danni di queste ultime, infatti, sembrerebbero molto minori rispetto alle classiche sigarette e ciò è stato avvalorato anche da David Khayat, oncologo francese di fama mondiale, secondo il quale la sigaretta elettronica è, al momento, la migliore alternativa alle sigarette tradizionali, nonché lo strumento più utile alla lotta al fumo.

Sulla stessa linea, si è espresso Umberto Tirelli dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano, che ha sottolineato come il tabacco riscaldato produca un quantitativo molto minore di sostanze cancerogene:

Il dibattito è aperto, il tema della riduzione del danno è molto importante, ad alcuni non piace, ma noi medici, e non solo noi medici, lo applichiamo sempre. La nicotina provoca la dipendenza, ma è soprattutto la combustione a provocare il cancro. Le sigarette che non bruciano ma riscaldano, come l’IQOS, sono meno nocive perché producono meno sostanze cancerogene. L’ideale è smettere. Io ho smesso, quando ero giovane. Ma chi non ce la fa? Penso a chi ha 40 o 50 anni, che fuma da quando ne ha quindici, che non riesce – o non vuole – smettere, e che rischia di sviluppare un tumore al polmone“.

Infine, anche l’associazione americana Food and Drug Administration ha confermato che, scegliendo le migliori sigarette elettroniche, si riduce l’esposizione a sostanze tossiche e ci si libera dagli effetti di dipendenza dalla nicotina.

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