Il miglior prestito con busta paga? La cessione del quinto

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Chi ha bisogno di denaro liquido per comprare una macchina o una casa o fare una spesa cospicua in termini economici, di solito si attiva per chiedere un prestito. Tra le forme più rilevanti di prestito, ci sono:

  • prestito personale;
  • prestito con delega;
  • prestito fiduciario.

Per ottenere questi finanziamenti, bisogna rispettare molti parametri. Ci vogliono garanzie come un immobile o garanti che ne assicurino la restituzione del prestito; si fa un’attenta ricerca sulla storia creditizia di chi chiede il prestito; anche la quantità di denaro che viene corrisposta dipende dalla capacità di reddito.

Per queste ragioni, è bene soffermarsi sulla cessione del quinto, la forma di prestito migliore per chi ha una busta paga.

Cessione del quinto: come funziona

La cessione del quinto è un finanziamento a tasso fisso con rimborso a rate costanti. L’importo mensile è trattenuto in busta paga direttamente dal datore di lavoro, che è agente attivo nell’operazione, e lo versa all’ente fiduciario del prestito.

La soluzione di finanziamento viene concordata in base all’ammontare della busta paga. Le rate non superano il valore del quinto dello stipendio. Nel caso del prestito personale con delega, il valore può aumentare a due quinti dello stipendio.

Per accedere alla cessione del quinto, prestito normato dalla Legge 180/50, bisogna contemporaneamente avvalersi di un’assicurazione sulla vita o sul rischio impiego. In caso di morte del debitore, nulla ricadrà sugli eredi. Nel secondo caso, l’assicurazione si potrà rivalere sul TFR, il trattamento di fine rapporto. L’assicurazione è compresa nella rata totale. Inoltre, i tassi sono agevolati grazie alla Convenzione INPS.

Cessione del quinto: garanzie e vantaggi

Per ottenere il prestito, non c’è bisogno di alcun garante, visto il coinvolgimento del datore di lavoro o di un ente preposto (nel caso dei pensionati). È un prestito non finalizzato, quindi non si dovrà spiegare per quale motivo lo si richiede. Inoltre, si potrà accedere a somme più elevate rispetto a un normale prestito personale, perché si terrà conto, in fase di erogazione, dell’anzianità e del livello di retribuzione del richiedente.

La durata del prestito, per legge, non supererà i 120 mesi. Il finanziatore non avrà alcun motivo di respingere la proposta, fatti salvi i requisiti. La cessione del quinto è così adatto anche a soggetti protestati o con insolvenze pregresse. Persino quelli segnalati alla CRIF, che gestisce le banche dati dei clienti delle banche e scova i cattivi pagatori.

Un altro vantaggio consiste nella possibilità di attivarlo anche se si hanno altri finanziamenti in corso. Il totale del monte rate da pagare mensilmente non deve superare il 40-45% del totale di tutti i redditi percepiti.

Cessione del quinto: chi può richiederla

Questo tipo di prestito è decisamente indicato per chi ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato. È concesso a lavoratori dipendenti del settore pubblico o privato, italiani o stranieri ma residenti in Italia, con età compresa dai 18 ai 63 anni.

Anche i pensionati possono usufruire di questa opportunità, se non hanno più di 79 anni all’atto della sottoscrizione del contratto e più di 90 anni (85 per molte finanziarie) alla data di scadenza del prestito. Inoltre, devono avere una pensione che non superi il minimo imposto per legge. In ogni caso, con la cessione del quinto pensionati simulazione è possibile definire subito che possibilità di prestito vi sono.

I lavoratori autonomi sono esclusi da questo trattamento. Quelli con contratto a tempo determinato hanno la facoltà di richiederlo. In questo caso, però, il piano di rientro non deve superare la data di termine del contratto lavorativo.

Cessione del quinto: chi può erogarla

La Legge 180/50 stabilisce e identifica i soggetti preposti all’erogazione del prestito. Questi sono le banche o gli intermediari finanziari, gli agenti e le società d’intermediazione finanziaria. Le banche agiscono direttamente, mentre le altre categorie possono commercializzare la pratica e mettere in contatto il cliente con la banca. Per operare legalmente, dovranno essere iscritti ad un albo specifico della Banca d’Italia e all’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASP).

Cessione del quinto: elementi del contratto e documenti accessori

All’interno del contratto di cessione del quinto, per legge, saranno previsti questi elementi:

  • il tasso di interesse praticato;
  • ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi i maggiori oneri in caso di mora;
  • l’ammontare e le modalità del finanziamento;
  • il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate;
  • il tasso annuo effettivo globale (TAEG);
  • il dettaglio delle condizioni analitiche secondo cui il TAEG può essere eventualmente modificato;
  • l’importo e la causale degli oneri che sono esclusi dal calcolo del TAEG;
  • le eventuali garanzie richieste;
  • le coperture assicurative.

Per fare domanda, è necessario rivolgersi all’istituto di credito scelto con carta d’identità e tessera sanitaria. Visto che a richiedere il prestito sono soggetti differenti, i documenti da presentare varieranno di conseguenza:

  • il certificato di stipendio (solo nel caso di lavoratori dipendenti), fornito dall’amministrazione della propria azienda o ente: riporta la data di assunzione, la retribuzione lorda e netta (annua e mensile), il TFR maturato, le eventuali trattenute o pignoramenti già presenti sullo stipendio;
  • l’ultima busta paga (o il cedolino pensione nel caso di richiedenti pensionati);
  • il benestare dell’azienda, che si impegna a effettuare puntualmente i pagamenti e la delega del datore di lavoro a prelevare per rimborsare le rate.

Cessione del quinto: iter procedurale e valutazioni finali

Le pratiche relative alla cessione del quinto, durano tra le due e le tre settimane. Il prestito sarà erogato mediante bonifico sul conto oppure con assegno circolare. Nel caso in cui si riesca ad estinguere le rate prima del tempo concordato, il costo complessivo del credito verrà ridotto. Questi sono gli step previsti, che compongono l’iter procedurale:

  • Raccolta dei documenti necessari alla valutazione del prestito;
  • Formulazione di un preventivo personalizzato;
  • Delibera della pratica da parte dell’Istituto sovventore;
  • Firma del contratto di cessione del quinto;
  • Emissione della polizza assicurativa;
  • Notifica del contratto al datore di lavoro;
  • Sollecito e ricezione dell’Atto di benestare;
  • Liquidazione del saldo al cliente.

Si può recedere dal contratto entro 14 giorni dalla sua stipula, inviando una raccomandata con ricevuta di ritorno alla banca o all’intermediario, nella quale si esprime la volontà di esercitare il diritto di recesso, sancito dalla legge 229/2003 che prevede per i consumatori la facoltà di ripensamento.

Nel caso si voglia rinnovare il prestito, lo si potrà fare superato il 40% del piano di rimborso. A quel punto, si ridiscuteranno i termini, si allungherà la durata del rimborso ma si avrà ulteriore denaro e la rata rimarrà la stessa.

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